Terragni, Designer inedito
Un mio articolo di Novembre 2022 pubblicato su reFRAME.
È passato quasi un secolo da quando Giuseppe Terragni, considerato da molti il massimo esponente del Razionalismo architettonico italiano, mosse i primi passi come architetto a Como: iniziò a studiare architettura nel 1921 laureandosi nel 1926. Subito formò il gruppo 7 che un anno più tardi, nel 1927, firmò i quattro articoli su Rassegna Italiana considerati il manifesto del Razionalismo italiano.
Il Razionalismo come corrente architettonica è collocabile all’interno di un vasto movimento internazionale sviluppatosi tra le due guerre chiamato Movimento Moderno che, pur essendo dichiaratamente al di sopra di ogni particolarità legata al gusto nazionale, ha visto nascere diverse correnti locali che si sono sviluppate all’interno di vari paesi e territori con delle caratteristiche proprie e uniche.
Su Terragni architetto è stato scritto moltissimo e per dovere di cronaca possiamo citare le sue maggiori opere architettoniche: l’edificio per abitazioni Novocomum, la Casa del Fascio e l’Asilo Sant’Elia, tutte a Como.
Il lato meno conosciuto del famoso architetto è però quello di Terragni come designer: maestro dell’architettura, come tutti i grandi architetti applicò le sue idee anche nel campo del design. Molto spesso gli arredi vennero progettati a corredo delle sue architetture: gli arredi per la Casa del Fascio e per l’Asilo Sant’Elia.
Un aspetto fondamentale che differenzia l’architettura dal design, oltre alla differente scala e dimensione, è il fatto che le opere architettoniche sono uniche ma le opere di design (industriale) sono progettate e pensate per essere riprodotte a scala industriale.
I primi arredi di Terragni furono messi in produzione a livello industriale solo negli anni settanta, dopo che la Columbus decise di non metterle in produzione e dopo oltre vent’anni dalla morte di Terragni. La sedia Lariana, originariamente chiamata Benita e disegnata per la Casa de Fascio e la sedia Follia vennero prodotte e commercializzate da Zanotta dal 1971 sino al 1995: erano le repliche di sedie esistenti costruite in numero limitato e presenti negli edifici di Terragni.
L’interesse per Terragni designer sembrò affievolirsi sino a quando l’architetto Fabio Minotti non iniziò ad accarezzare l’idea di riprodurre gli oggetti del razionalismo comasco con il progetto H 1:5 Design Celebration.
L’idea era quella di valorizzare il territorio a partire da uno dei momenti preminenti della sua storia moderna: oggi questo progetto ha iniziato a celebrare i più importanti architetti del razionalismo comasco degli anni tra le due guerre attraverso oggetti in dimensioni reali e miniature in scala che riproducono fedelmente le tecniche di costruzione, i materiali e le scelte di colore dei pezzi originali.
Un tributo al design italiano e in particolare all’opera del maestro: attraverso la collaborazione con l’archivio Giuseppe Terragni e con l’architetto Attilio Terragni, presidente dell’archivio e pronipote del maestro ed attraverso un’attenta analisi dei disegni di archivio originali, sono stati trovati progetti di arredi inediti degli anni trenta.
Alcuni progetti presenti solo su carta sono stati sviluppati ed ingegnerizzati con l’aiuto dell’architetto Franco Bizzozero, già vincitore di un Compasso d’oro, e la supervisione di Attilio Terragni.
Questo ha portato alla realizzazione di una serie di arredi inediti rimasti sulla carta per più di ottanta anni: la poltrona GT.X, il mobile monoblocco GT.Z e la lampada GT.LUX.
La poltrona GT.X è formata da due volumi fluttuanti che danno vita rispettivamente alla seduta e allo schienale tenuti sospesi agli estremi da un profilo di acciaio sviluppato senza interruzioni: esempio significativo di idea di contrasto strutturale.
La poltrona GT.X è uno dei primi esempi di design modulare che è alla base di uno dei pensieri innovativi dell’abitare propri di Terragni. Il mobile monoblocco GT.Z è tratto da un progetto inedito e originale del maestro fa parte di una soluzione d’arredo di interni destinata ad uso privato. Di fatto è un volume di separazione che armonizza le diverse funzioni degli ambienti potendo essere sia contenitore-espositore sia beauty personale.
The GT.LUX lamp features an adjustable arm balanced by sliding counterweights within its base structure.
L’inedito interpreta alcuni schizzi preparatori di Terragni inerenti la caratterizzazione di arredi privati. Concettualmente riprende l’idea di leggerezza e di movimento meccanico proprie dell’epoca che ben si adattano alle necessità singole di illuminazione equilibrata in altezza ed intensità.
È stupefacente come questi arredi inediti, seppur disegnati quasi un secolo addietro, siano belli e attuali: per esempio il colore azzurro, tipico degli anni trenta e tornato attualmente in auge e il design minimale rendono il mobile monoblocco un oggetto senza tempo che non dimostra minimamente quasi novant’anni.



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