Un mio articolo del 2005 su un progetto di Richard Meier a Manhattan
Appartamenti di lusso a Manhattan
L’articolo, scritto con Silvia Presbitero è stato pubblicato, assieme alle mia foto, su: Progettare - Architettura, Città, Territorio. Ottobre 2005. Ed.Tecniche Nuove.
Frutto di due momenti progettuali diversi e di differenti approcci strutturali e compositivi, le tre torri nel Greenwich Village formano un unico insieme per il contesto, l'altezza e la forma.
Il nuovo complesso residenziale nel Greenwich Village, con una splendida vista sul fiume Hudson, è stato progettato da Richard Meier in due differenti momenti: alle prime due torri, pressoché identiche, ha fatto seguito la terza, attualmente in fase di ultimazione. Mentre per le prime due torri lo studio di Meier si è occupato principalmente all'aspetto urbanistico ed esterno, lasciando l'aspetto spaziale e distributivo degli interni agli acquirenti, per la terza sono stati studiati anche gli interni, i servizi accessori e un'area commerciale al piano terreno.
Differente è stato anche l'approccio compositivo e strutturale: le prime due, affacciate sul fiume, hanno una struttura in cemento armato rivolta verso il centro di Manhattan, l'ultima, più trasparente e permeabile in tutte le direzioni, ha la struttura portante e il nucleo ascensori al centro.
Le due torri già ultimate si erigono per 15 piani sui lati nord e sud della Perry e West Street, per un'area di 14.429 piedi quadri, con 14 unità abitative per torre. L'idea delle nuove torri nasce dall'intento di tre promotori che avevano come obiettivo la realizzazione di un edificio firmato da un grande nome dell'architettura. Una scelta che ha avuto anche un successo commerciale: molti appartamenti sono stati venduti ancor prima che iniziasse la costruzione. La catastrofe dell'11 settembre ha interrotto i lavori, che sono ripresi dopo una breve pausa, come riconferma dell'importanza di edifici riconoscibili sulla linea d'orizzonte della città e come tributo alle torri del World Trade Center.
primi due edifici sono ricoperti di vetro laminato e pannelli di metallo bianco con scuri che individuano la distinzione tra un piano e l'altro. Ogni facciata è composta da bande di alluminio smaltate di bianco e di vetro blu caraibico, altamente performante, e da cemento naturale. Le congiunzioni vetro/alluminio, alluminio/cemento e cemento/suolo presentano un alto livello di attenzione per i dettagli. La cornice bianca sulla facciata degli edifici è il «marchio di fabbrica di Meier e interrompe la linea dell'orizzonte del Greenwich Village, che presenta prevalentemente editicia mattoni e dall'andamento scarsamente verticale.
Gli appartamenti hanno una vista spettacolare su Manhattan, il fiume Hudson e la sponda opposta del New Jersey grazie al posizionamento delle vetrate e alla conformazione degli spazi. La torre sud è grande il doppio della torre nord, la struttura centrale di ogni torre è di pianta quadrata, ma le vetrate che si affacciano sul fiume Hudson sporgono rispetto ai lati della base. Le ampie finestre apribili sono state progettate su una traccia modulare dal pavimento al soffitto, e formano il perimetro del piano su tutti e quattro i lati, interrompendosi solo negli angoli, realizzati in cemento armato.
In questo progetto Meier ha fatto ricorso al montaggio del riscaldamento perimetrale posto tra un piano e l'altro, in modo tale da riuscire a mantenere una vista priva di ostruzioni da pavimento a soffitto, utilizzando il vetro per tutta l'estensione delle abitazioni.
Le facciate, lasciate il più possibile trasparenti per avere il massimo dell'emozione visuale, suggeriscono le dimensioni degli appartamenti, ricavati nel doppio spazio, accuratamente nascosti dietro le vetrate da un sistema di pareti divisorie pre-assemblate e messe in opera sul posto. Cemento architettonico e stato impiegato per i pavimenti e i muri portanti. Le torrette di raffreddamento sono state posizionate su ognuno dei tetti e si collegano a una scatola per piano che regola tre zone distinte.
L'accesso alle torri e sotto una tettoia che conduce gli inquilini alle rispettive entrate; nella torre nord ogni piano è stato progettato per ospitare un solo appartamento di 1.800 piedi quadri mentre la torre sud contiene appartamenti di 3.750 piedi quadri a piano.
Anche se i due edifici sono adiacenti sussiste una sostanziale differenza sulla composizione del sottosuolo sottostante: a supporto della più grande, la torre sud, come fondamenta c'è solo una lastra spessa 91 centimetri, il suolo più soffice sotto la torre nord ha richiesto un sistema di palafitte conficcate sino a 24 metri nella roccia.
Successivamente è stato proposto a Meier di progettare un'altra torre residenziale, adiacente alle prime due, sull'angolo tra la Charles e la West street. Questa torre di vetro rifletterà in maniera ancora più decisa gli spettacolari tramonti attraverso la West Street fino al fiume Hudson. Il risultato del trio di torri è un distillato di Architettura NeoModerna. I nuovi promotori hanno compreso l'importanza della continuità del progetto architettonico e hanno avallato le proposte di Meier che ha concepito la nuova torre come evoluzione delle prime due, indirizzata verso una concezione più trasparente dell'edificio sia formalmente - esternamente - sia spazialmente - internamente
Questa nuova costruzione, di 16 piani, è stata concepita con la possibilità di essere divisa in appartamenti di differenti metrature. Ad eccezione dei due piani inferiori e degli attici, l'edificio è diviso da una colonna portante centrale in due appartamenti per piano. La colonna portante permette di ottenere uno spazio aperto e libero da vincoli, con la parte frontale di ogni piano organizzata intorno a un'isola nella quale è stata creata la cucina. A differenza degli interni di Perry Street, che sono stati ultimati dagli inquilini stessi secondo le loro esigenze con l'aiuto di arredatori, questi appartamenti sono stati interamente progettati da Meier. L'elegante e raffinata struttura di vetro e metallo contiene dei loft aperti simili a quelli esistenti nelle torri di Perry, che permettono una panoramica di ampio respiro sul fiume Hudson. La parte frontale è completamente indipendente, con la cucina ricavata da un'unità isolata, che dà accesso a uno spazio adiacente utilizzabile come studio o sala da pranzo, le due camere da letto, fornite di bagni propri, si affacciano sul corridoio che corre lungo la colonna portante centrale. Al secondo piano ci sono appartamenti con soggiorno a doppia altezza e quattro camere da letto.
Conseguentemente a questa variante, nella divisione degli spazi, l'area destinata al terzo piano è stata notevolmente ridotta, pur garantendo lo spazio necessario per ricavare un paio di unità abitative con una sola camera da letto, che rispettivamente si affacciano a nord e sud dell'edificio, insieme ai due appartamenti studio all'estremo est. Quest'ultima torre si differenzia in modo sostanziale dal carattere plastico delle due costruzioni di Perry Street, soprattutto per l'assenza di balconate e le superfici della torre scala e ascensore. Ciò deriva dal fatto che questa si sia sviluppata su un'area relativamente stretta in dimensioni, portando a un approccio più contenuto.
Tutte le decisioni progettuali integrano la qualità più alta negli impianti, applicazioni e materiali. Gli appartamenti hanno i pavimenti in granito Jet-Mist, pavimenti in legno Wedge, finestre antirumore con doppi vetri e superfici per cucina e bagno di bianco Surrel. Le cucine sono attrezzate con impianti Subzero e Gaggenau. Sono stati predisposti all'interno dell'edificio anche servizi come una palestra, piscina con cascata, cantina, sala video professionale
Il motivo che rende particolarmente inusuali queste torri, ancor più che il loro design, è che raramente è disponibile uno spazio abitativo a New York di cosi ampio respiro: questa circostanza ha reso gli appartamenti tanto appetibili e preziosi da spingere i loro prezzi a cifre da capogiro e quindi a attirare unicamente inquilini eccezionali.
Ma dal punto di vista architettonico, nonostante la loro eleganza, raffinatezza e ricercatezza, le torri sono state criticate per non essere assolutamente innovative: a detta di molti l'uso di un linguaggio architettonico fortemente riconoscibile e ormai definito, cristallizzato, fa apparire Meier un architetto di successo piu come ripetitore che come innovatore.


