Come l'architetto Paolo Lettieri ha trasformato l'Auditorium VGIK in una dichiarazione di design globale

Un articolo apparo nella rubrica Technologie su RethinkingTheFuture nel 2025.


L' architetto italiano Paolo Lettieri si è affermato per la sua capacità di trasformare idee audaci in spazi che superano i confini culturali. Attraverso il suo studio UPA Italia, continua a ridefinire il rapporto tra  design, creando un'architettura che funge da linguaggio universale. L'Auditorium VGIK, progettato Paolo Lettieri,  incarna perfettamente questo spirito ed è diventato uno dei suoi maggiori successi. Progettato per la più antica scuola di cinema al mondo, il progetto unisce la sensibilità del design italiano all'eredità intellettuale e artistica del cinema russo, traducendo il dialogo culturale in forma costruita. Questo progetto riflette la sua convinzione che l'architettura non sia confinata dalla geografia ma definita dall'immaginazione.


L'idea dietro al progetto

In UPA Italia, l'approccio di Lettieri all'architettura unisce creatività e intelligenza tecnologica. La sua filosofia colloca il design all'incrocio tra bellezza, funzione e consapevolezza culturale — dove l'innovazione serve il significato anziché lo spettacolo. 

Attraverso progetti che spaziano da edifici pubblici e strutture educative a uffici e istituzioni culturali, Lettieri bilancia costantemente rigore estetico e sensibilità ambientale e sociale. Questa capacità di adattarsi a contesti diversi while maintaining an Italian sense of proportion and clarity defines his architectural identity.


Concept e visione: reinterpretare un'eredità culturale

Situato all'interno del VGIK — l'Istituto Statale Panrusso di Cinematografia — l'auditorium occupa una posizione simbolica nel cuore del patrimonio artistico di Mosca. Quando Paolo Lettieri ha ricevuto l'incarico di progettare il nuovo spazio, la sfida era onorare un'eredità secolare introducendo al contempo un nuovo linguaggio architettonico per la performance contemporanea e la formazione cinematografica.

Nato a metà degli anni 2010 — un periodo in cui l'architettura russa era alla ricerca di un'identità rinnovata dopo decenni di transizioni stilistiche — il progetto ha proposto un vocabolario modernista contemporaneo: elegante, disciplinato e privo di ornamenti superflui.

Il risultato è una sala in cui architettura, luce e acustica convergono in un'unica esperienza immersiva. Ogni linea e superficie è stata progettata per esaltare sia la percezione sia la performance, bilanciando precisione tecnica e raffinata sensibilità estetica. Fondendo l'artigianato italiano con la profondità culturale russa, Lettieri ha creato un ambiente che risulta al contempo senza tempo e proiettato verso il futuro — un'espressione fisica di continuità creativa.


Linguaggio architettonico e innovazione progettuale

L'Auditorium VGIK esemplifica la capacità di Lettieri di trasformare requisiti funzionali in esperienza emotiva. La geometria della sala, la modulazione della luce e il trattamento acustico sono orchestrati per instaurare un dialogo tra forma e percezione.

Le forme arrotondate del controsoffitto sono state progettate per massimizzare il controllo delle riflessioni acustiche e garantire una distribuzione uniforme del suono su tutti i posti a sedere. Un innovativo sistema di pannelli acustici rotanti a controllo digitale consente di trasformare l'acustica della sala da configurazione cinematografica a configurazione da concerto.

I materiali sono stati selezionati per le loro proprietà tattili e acustiche più che per il mero appeal visivo, a riprova del fatto che l'eccellenza progettuale risiede nella misura, non nell'eccesso. 


Cooperazione multiculturale e multidisciplinare

La filosofia alla base dei progetti di UPA Italia si fonda sulla convinzione che i migliori risultati nascano dalla cooperazione tra team con background culturali diversi e competenze multidisciplinari. Nel caso dell'Auditorium VGIK, il team di progettazione di UPA Italia comprendeva professionisti di diverse nazionalità — italiani, russi, indiani e iracheni — a riflettere l'ethos globale dello studio.

Dal punto di vista tecnico, un contributo chiave è arrivato dall'ingegnere italiano Marcello Brugola, esperto di acustica e vibrazioni. Altrettanto essenziali sono stati gli sforzi dell'impresa di costruzioni russa locale e dei partner coinvolti, la cui collaborazione ha garantito la buona riuscita del progetto. Il progetto si è inoltre avvalso di numerosi fornitori e artigiani italiani, la cui precisione ed eccellenza sono state determinanti per la sua realizzazione.


L'architettura italiana sulla scena globale

Attraverso progetti come l'Auditorium VGIK, Paolo Lettieri continua a dimostrare come l'architettura italiana possa avere un impatto duraturo sulla scena globale. Il suo lavoro dimostra che il design può fungere da ponte tra culture — non imponendo un'identità sull'altra, ma fondendole in qualcosa di nuovo e ispirante.

Ogni progetto diventa una narrazione interculturale, in cui la precisione e la sensibilità italiane si intrecciano con la tradizione e il clima locali. L'Auditorium VGIK rappresenta una testimonianza di questo approccio — uno spazio nato dalla collaborazione, dal rispetto e dalla convinzione che l'architettura possa esprimere un linguaggio universale di conoscenza e creatività.


UPA Italia

UPA Italia è uno studio fondato dagli Architetti Paolo Lettieri e Aswan Zubaidi, noto per la creazione di spazi che uniscono innovazione, sostenibilità e profondità culturale. Con progetti che spaziano tra Europa, Medio Oriente e Asia, UPA Italia opera attraverso un design guidato dalla ricerca, adattando ogni progetto al proprio contesto sociale e ambientale.

Dai landmark culturali agli ambienti commerciali contemporanei, il lavoro dello studio riflette una convinzione costante: l'architettura non riguarda solo la costruzione di spazi, ma la connessione tra persone, idee e luoghi.

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Paolo Lettieri

“Le architetture sono i teatri in cui si svolge la nostra vita: quando questi teatri sono belli e funzionano bene, gli spettacoli a cui assistiamo diventano migliori e più piacevoli.”

Auditorium VGIK di Mosca