Un progetto, molteplici opere. L'introduzione alla mia monografia di Luigi Prestinenza Puglisi

Riporto qui l'introduzione alla mia monografia scritta da Luigi Prestinenza Puglisi. Come già raccontato in questo Blog, questo testo è stato l'inizio di una bella frequentazione dell'AIAC - l'Associazione Italiana di Architettura a Critica, di cui Prestinenza è il Presidente.

 

Un progetto, molteplici opere.

Questo libro racconta un unico progetto, anche se le opere presentate sono diverse tra loro. A tenerle tutte insieme, come se fossero frammenti di un ritratto multiforme del medesimo progettista, è il metodo. Metodo che richiede un unico approccio razionale, fatto di attenzione ai materiali, alla correttezza costruttiva, agli standard funzionali. E cosciente del fatto che non ci possono essere soluzioni uguali in aree geografiche distanti e per edifici che hanno funzioni diverse.

 

Un ospedale, racconta Paolo Lettieri, deve comunicare un approccio razionale, scientifico e tecnico diverso da un centro ricreativo. Né più né meno di quanto succede quando scegliamo dei vestiti per occasioni e circostanze diverse. Sembrerà una banalità, ma chi si veste per andare sulla spiaggia non utilizza gli stessi abiti di quando deve recarsi in un incontro formale. Eppure, sia sulla spiaggia sia nell’incontro formale siamo in grado di riconoscere chi è vestito in modo adeguato e chi no, chi ha temperamento creativo e innovativo e chi meno.

 

Quali sono le principali caratteristiche degli edifici progettati e realizzati da Paolo Lettieri? Innanzitutto il senso della misura. Per quanto le costruzioni possano essere grandi, sono sempre riconducibili alla scala umana. Evitano lo smi- surato che sgomenta e annichila. Da qui la seconda caratteristica: l’integrazione con il contesto, con il quale l’edificio tende a dialogare, realizzando confronti e suggerendo assonanze. Ma evitando, e questa è la terza caratteristica, conformazioni statiche e bloccate.

Se guardate gli edifici illustrati in questo libro, si vede che dietro un approccio razionale c’è sempre una componente espressiva e organica, un sostrato dinamico alla composizione delle figure. Ma, sempre all’interno di una logica interazione sospettosa di atteggiamenti vernacolari.

 

Se chiedete a Paolo Lettieri chi siano i suoi architetti preferiti, vi risponderà Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto, Rudolf Schindler, Eero Saarinen. Una risposta che forse, visto l’approccio razionalista di molte sue opere, vi potrà lasciare disorientati. E che, invece, è particolarmente utile per farvele capire, nel momento in cui le vogliate guardare con occhio non frettoloso.

Con Luigi Prestinenza Puglisi - San Servolo, 2025 - Credits: Moreno Maggi

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Paolo Lettieri

“Le architetture sono i teatri in cui si svolge la nostra vita: quando questi teatri sono belli e funzionano bene, gli spettacoli a cui assistiamo diventano migliori e più piacevoli.”

Auditorium VGIK di Mosca